LA VEGETAZIONE E I FUNGHI DELLA FASCIA COLLINARE (QUERCETI, BOSCHI MISTI CADUCIFOGLI E CASTAGNETI)

 

In Italia le zone collinari occupano il 41,6% del territorio, rispetto al 35,2 di zone montuose ed al 23,2% di zone pianeggianti.

La fascia vegetazionale che si estende dai primi rilievi fino a 800-900 metri di altitudine, denominata "fascia collinare", è contraddistinta dalla presenza di boschi di caducifoglie con prevalenza di querce. L’estensione dei querceti era senza dubbio ben più ampia dell’attuale; oggi infatti numerose aree sono disboscate o sostituite da pascoli e coltivi.

Sui suoli ed ambienti asciutti prevalgono i querceti misti caducifogli xerofili con prevalenza di Roverella, Quercus pubescens Willd., la quale rappresenta circa l’80% di tutte le querce. Fin dall’epoca dei Romani l’uomo ha sostituito i boschi di querce, mesofili e, in parte, i boschi di Faggio con il Castagno, soprattutto per servirsene come fonte di cibo.

Infatti, se abbandonati, questi boschi artificiali regrediscono con il progressivo riaffermarsi dell’originario querceto. Oltre alla Roverella, presente in tutta la fascia collinare italiana, incontriamo la Farnia, Quercus robur L. s.s. e il Cerro, Quercus cerris L., (assente in Sardegna e Corsica) e il Rovere, Quercus petraea (Mattuschka) Liebl., che manca solo in Sardegna e il Farnetto, Quercus frainetto Ten., presente solo nel centro-sud, tutte della famiglia Fagacee.

Altre essenze, legate alle querce sono: il Carpino bianco, Carpinus betulus L., assente nelle isole, il Carpino nero, Ostrya carpinifolia Scop., presente in tutta Italia e il Carpino orientale, Carpinus orientalis Miller, presente solo al centro-sud, della famiglia Corilacee; l’Olmo comune, Ulmus minor Miller e il Bagolaro, Celtis australis L., presenti in tutta Italia, della famiglia Ulmacee; il Frassino comune, Fraxinus excelsior L. (al centro-nord), il Frassino meridionale, Fraxinus oxycarpa Bieb. (più comune a sud) e l’Avorniello, Fraxinus ornus L., comune in tutta Italia, della Famiglia Frassinacee; il Ligustro, Ligustrum vulgare L. (assente nelle isole), l’Olivo, Olea europaea L, presente in tutta Italia, della famiglia Oleacee; l’Acero campestre, Acer campestre L., presente in tutto il territorio, l’Acero riccio, Acer platanoides L., presente nel centro-nord, l’Acero di Lobelius, Acer lobelii Ten., presente solo nel sud, ma non nelle isole, l’Acero opalo, Acer opalifolium Chaix, presente solo nel nord-est, in Toscana ed in Emilia, l’Acero d’Ungheria, Acer obtusatum W. et K. del centro-sud, con esclusione della Sardegna, l’Acero napoletano, Acer neapolitanum Ten., presente a sud con esclusione delle isole ed infine l’Acero minore, Acer monspessulanum L., assente solo in Piemonte, tutti della famiglia Aceracee; il Tiglio nostrano, Tilia platyphyllos Scop., presente in tutto il territorio all’infuori di Corsica e Sardegna, il Tiglio selvatico, Tilia cordata Miller, ovunque, esclusa Sardegna, Puglia, Calabria e Sicilia, della famiglia Tiliacee. Infine, nella parte alta della fascia, prima della fascia del faggio, incontriamo il Castagno, Castanea sativa Miller in boschi puri, piantati per il frutto o lasciati a cedui per pali e palizzate.

Nel sottobosco si sviluppa il Nocciolo, Corylus avellana L., presente in tutto il territorio, della famiglia Corilacee; il Sambuco nero, Sambucus nigra L. comune in tutto il territorio, della famiglia Caprifoliacee; il Pero selvatico, Pyrus pyraster Burgsd., presente in tutta Italia, il Pero mandolino, Pyrus amygdaliformis Vill., presente nel centro-sud, il Ciliegio canino, Prunus mahaleb L., assente in Sardegna, il Sorbo comune, Sorbus domestica L., il Ciavardello, Sorbus torminalis (L.) Crantz, ambedue presenti in tutta Italia, il Pero corvino, Amelanchier ovalis Medicus e Nespolo comune, Mespilus germanica L., presenti ovunque, il Biancospino comune, Crataegus monogyna Jack., presente in tutta Italia, il Biancospino selvatico, Crataegus oxyacantha L., assente nelle isole, il Prugnolo, Prunus spinosa L., presente ovunque, il Rovo comune, Rubus ulmifolius Schott, anch’esso presente in tutta Italia, la Rosa selvatica, Rosa canina L., la Rosa delle siepi, Rosa agrestis Savi, la Rosa serpeggiante, Rosa gallica L., tutte e tre presenti ovunque, la Rosa cavallina, Rosa arvensis Hudson, assente in Corsica e in Sardegna, tutte specie della famiglia Rosacee; la Berretta da prete, Euonimus europaeus L, presente in tutto il territorio, della famiglia Celastracee; il Corniolo, Cornus mas L. assente nelle isole, il Sanguinello, Cornus sanguinea L., presente ovunque, della famiglia Cornacee; il Ginepro rosso, Juniperus oxycedrus L. frequente soprattutto al centro-sud, il Ginepro comune, Junipeus communis L., presente in tutto il territorio, della famiglia Cupressacee; il Maggiociondolo, Laburnum anagyroides Medicus, assente nelle isole, la Ginestra odorosa, Spartium junceum L, presente in tutto il territorio, la Ginestra dei carbonai, Cytisus scoparius (L.) Link, assente nel nord-est d’Italia e il Ginestrone, Ulex europaeum L., presente nel centro-sud e, fra le isole, in Corsica, della famiglia Leguminose; l’Agrifoglio, Ilex aquifolium, presente in tutto il territorio, anche se spesso in formazioni degradate, della famiglia Aquifoliacee; il Bosso, Buxus sempervirens L., presente nel nord-ovest, nel Centro-Italia e in Sardegna, della famiglia Bossacee; lo Spino gatto, Paliurus spina-christii Miller, della Famiglia Rannacee, assente in Calabria e nelle isole.

Ma la suddivisione delle fasce vegetazionali non è mai così netta, per cui le piante della vegetazione mediterranea, sia latifoglie che aghifoglie, spesso si insinuano nelle zone basse della fascia collinare. Anche piante della vegetazione montana si abbassano infiltrandosi nella zona collinare alta, oppure persistono dall’età quaternaria, per cui non di rado ci imbattiamo in residui di boschi di faggi o di betulle già a 200 o 300 metri di altezza. Ma noi presenteremo soltanto le specie fungine fotografate percorrendo la zona collinare virtuale, di cui abbiamo parlato sopra, senza considerare le eccezioni. Frequentemente incontreremo specie che abbiamo già incontrato nelle altre fasce di vegetazione, ma questo c’è da aspettarselo perché i funghi hanno una capacità di adattamento all’ambiente superiore alle piante verdi.

Iniziamo di nuovo il nostro percorso presentando i funghi incontrati in ordine alfabetico o, quando necessario, associati in specie affini. Avvertiamo che molti sono i funghi già incontrati nelle fasce precedenti e molti sono i funghi che continueremo ad incontrare nelle fasce che seguiranno. Un’altra precisazione da fare è che i funghi elencati sono esclusivamente quelli da noi incontrati.

Diamo inizio con una specie saprofita crescente su residui legnosi soprattutto di latifoglie, il Poliporo biennale, Abortiporus biennis (Bull. ex Fr.) Singer, non commestibile; quindi una serie di prataioli saprofiti, quali: il Prataiolo dei campi, Agaricus arvensis Schaeff. ex Fries, commestibile, (vedi scheda n. 267); il Prataiolo comune, Agaricus campestris L. ex Fr., commestibile, (vedi scheda n. 132); il Prataiolo bulboso, Agaricus essetei Bon, incontrato anche in boschi di latifoglie, commestibile, (vedi scheda n. 114); il Prataiolo sanguinolente, Agaricus haemorrhoidarius Schulz. in Kalch., commestibile; il Prataiolo a scaglie scure, Agaricus phaeolepidotus (Möller) Möller, velenoso; il Prataiolo di Pilát, Agaricus pilatianus Bohus, velenoso; il Prataiolo faraona, Agaricus praeclaresquamosus Freeman, velenoso; il Prataoiolo dei boschi, Agaricus sylvicola (Vitt.) Peck, crescente anche in boschi di latifoglie, commestibile; il Prataiolo ingiallente, Agaricus xanthoderma Genevier, velenoso. Inoltre incontriamo l’Agrocibe precoce, Agrocybe praecox (Pers. ex Fries) Fayod, fungo saprofita, non commestibile.

Delle amanite senza anello, tutte saprofite e tutte commestibili dopo cottura, possiamo incontrare: l’Amanita di Becker, Amanita beckeri Huijsman; l’Amanita fulva, Amanita fulva (Schaeffer) Fries, (vedi scheda n. 170); l’Amanita di Maire, Amanita mairei Foley; l’Amanita vaginata, Amanita vaginata (Bull. ex Fr.) Lam, (vedi scheda n. 40) e la sua varietà fulvastra, Amanita vaginata var. flavescens Gilb. et Lundel; la Amanita color zafferano a gambo quasi nudo, Amanita crocea var. subnudipes Rom. Delle amanite con anello, simbionti, possiamo incontrare: l’Amanita aspra, Amanita franchetii (Boud.) Fayod, non commestibile, (vedi scheda n.245); l’Ovolo buono, Amanita caesarea (Scop. ex Fr.) Pers., commestibile, (vedi scheda n.15); la Tignosa paglierina insieme alla varietà bianca Amanita citrina (Schaeffer) Persoon e Amanita citrina var. alba (Price) Quélet, non commestibili, (scheda n. 083); la Amanita giunchiglia, Amanita gemmata (Paulet) Bertillon, non commestibile, (vedi scheda n. 154); la Tignosa bruna Amanita pantherina (DC ex Fr.) Krombh., velenosa, responsabile della sindrome micoatropinica, (scheda n. 052); la Tignosa verdognola Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link, velenosa mortale, responsabile della sindrome falloidea a lunga incubazione, (vedi scheda n. 025); la Tignosa malefica bianca, Amanita phalloides var. alba (Vitt.) Vesely, velenosa come la specie precedente; la Tignosa vinata Amanita rubescens Pers., commestibile dopo cottura, (scheda n. 101); la Tignosa di primavera Amanita verna (Bull. ex Fr.) Lam., velenosa mortale, responsabile della sindrome falloidea a lunga incubazione, (scheda n. 156).

Frequenti sono anche le famigliole parassite, commestibili dopo prolungata cottura: la Famigliola buona, Armillaria mellea (Vahl. : Fr.) Kummer; la Famigliola deperibile, Armillaria tabescens (Scop. ex Fries) Emeland); la Famigliola boreale, Armillaria borealis Merxmüller & Kerhonen; la Famigliola bulbosa, Armillaria gallica Merxmüller & Romagnesi.

Incontriamo anche qui il solito Fungo barometro, Astraeus hygrometricus, saprofita non commestibile (vedi scheda n. 001); la Orecchia di Giuda, Auricularia auricula-judae (Bull.) Wettstein, fungo sapro-parassita, commestibile, (vedi scheda n. 64); il Fungo trippa, Auricularia mesenterica (Diks ex Gray) Pers., saprofita lignicolo di latifoglie, senza valore alimentare.

I boleti simbionti incontrati sono: il Boleto cremisi, Aureoboletus gentilis (Quélet) Pouzar; il Boleto dedicato ad Èmile Boudier, Boletus aemilii Barbier, commestibile; il Porcino nero, Boletus aereus Bull. ex Fries, commestibile, (scheda n. 167); il Porcino estivo, Boletus aestivalis (Poulet) Fries, commestibile, (scheda n. 84); Boletus edulis Bull. ex Fries, commestibile, (scheda n. 3); il Porcino rosso, Boletus pinophilus Pilát & Dermek, commestibile; il Boleto radicante, Boletus appendiculatus Schaeffer, commestibile; il Boleto dal bel piede, Boletus calopus Pers. ex Fries, non commestibile perché amaro; il Boleto profumato, Boletus fragrans Vitt., commestibile; il Boleto a cappello granuloso, Boletus impolitus Fries, commestibile; il Boleto regio, Boletus regius Krombholz, commestibile, (vedi scheda n.187); il Falso regio, Boletus pseudoregius Hubert ex Estadés, commestibile; il Boleto dei lupi, Boletus lupinus Fries, velenoso, responsabile di sindrome gastroenterica; il Boleto rosso porpora, Boletus rhodopurpureus Smotlacha, velenoso come il precedente; il Boleto rosseggiante, Boletus rhodoxanthus (Krombh.) Kallenbach, velenoso; il Porcino malefico, Boletus satanas Lenz, molto velenoso, (vedi scheda n. 58); il Boleto lurido, Boletus luridus Schaeff. ex Fries, commestibile dopo prolungata cottura, (vedi scheda n. 068); il Boleto caucasico, Boletus caucasicus Sing. ex Alessio C. N, commestibile come il precedente; il Boleto a gambo rosso, Boletus erythropus (Fr. ex Fr.) Pers., commestibile anch’esso come il precedente, (scheda n.142); il Boleto polverulento, Boletus pulverulentus Opatowski, commestibile; il Boleto di Quèlet, Boletus queletii Schulzer, commestibile dopo prolungata cottura, (vedi scheda n.165); il Boleto dedicato a Marcelle Le Gal, Boletus le-galiae Pilát & Usak, velenoso; il Boleto radicante, Boletus radicans Pers. ex Fries, non commestibile perché amaro; il Boleto albicocca, Xerocomus armeniacus (Quél.) Quélet, commestibile; il Boleto amaranto, Xerocomus dryophilus (Thiers) Singer, commestibile; il Boleto dorato, Xerocomus chrysenteron (Bull.) Quélet, commestibile; il Labbro di capra, Xerocomus subtomentosus (L. ex Fr.) Quél, commestibile; il Porcino di fiele, Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) Karsten, non commestibile per l’intenso sapore amaro (vedi scheda n. 47).

In questi boschi incontriamo molte specie del genere Cortinarius simbionti di latifoglie, come: il Cortinario che odora di farina, Cortinarius aleuriosmus R. Maire, non commestibile; il Cortinario che odora di violetta, Cortinarius amoenolens P.D. Orton, non commestibile; il Cortinario blu-violetto, Cortinarius cumatilis Fries, commestibile; il Cortinario intermediario fra C. cumatilis e C. balteatus (fungo di conifere), Cortinarius balteatocumatilis Orton, commestibile; il cortinario di Bulliard, Cortinarius bulliardi (Pers.) Fries, sospetto, vedi scheda nº201; il Cortinario dal bel colore, Cortinarius calochrous L., non commestibile; il Cortinario del carpino, Cortinarius carpineti Moser, sospetto; il Cortinario giallo chiaro, Cortinarius claroflavus Hry., non commestibile; il Cortinario feltrato, Cortinarius cotoneus Fries, non commestibile; il Cortinario dalla pelle dura, Cortinarius duracinus Fries, non commestibile; il Cortinario dal colore vivace, Cortinarius eufulmineus Rob. Henry, non commestibile; il Cortinario del colore della ghianda, Cortinarius glandicolor Fries, non commestibile; il Cortinario rotto, Cortinarius infractus (Pers. ex Fr.) Fries, non commestibile, vedi scheda nº212; il Cortinario a fibrille nere, Cortinarius melanotus Kalch., non commestibile; il Cortinario arancio ruggine, Cortinarius orellanus (Fries) Fries, velenoso mortale, vedi scheda nº168; il Cortinario massiccio, Cortinarius praestans (Cordier) Gill., commestibile; il Cortinario porporescente, Cortinarius purpurascens Fr., non commestibile; il Cortinario a chiazze rossastre, Cortinarius rubicundulus (Rea) Pearson, sospetto; il Cortinario color senape, Cortinarius subfulgens Orton, sospetto; il Cortinario torvo, Cortinarius torvus (Fr. ex Fr.) Fries, non commestibile; il Cortinario comune, Cortinarius trivialis Lange, non commestibile; il Cortinario verde mare, Cortinarius venetus (Fe. ex Fr.) Fries, velenoso, vedi scheda nº275. Vengono di seguito alcuni funghi saprofiti terricoli, come: la trombetta dei morti, Craterellus cornucopioides (L.) ex Pers., commestibile, vedi scheda nº59 e la Trombetta gialla, Craterellus konradii Bourd. & R. Maire, commestibile; il Marasmio sgabello, Crinipellis stipitaria (Fr.) Pat., senza valore; la Lepiota di Hétier, Cystolepiota hetieri (Boud.) Singer, specie sospetta; il Poliporo umbellato, commestibile, vedi scheda nº109; la Peziza venosa, Disciotis venosa (Pers.) Boudier, commestibile dopo prolungata cottura. Seguono alcuni funghi saprofiti lignicoli: l’Orecchio appiattito, Crepidotus applanatus (Pers. ex Fr.) Kummer, non commestibile; l’Orecchio squamoso, Crepidotus calolepis (Fr.) Karsten, non commestibile; l’Orecchio giallino, Crepidotus luteolus (Lambotte) Saccardo, non commestibile; il Fungo pantofola, Crepidotus mollis (Schaeff. ex Fr.) Kummer, commestibile; l’Orecchio bianco, Crepidotus sphaerosporus (Pat.) Lange, senza valore; l’Orecchio variabile, Crepidotus variabilis (Pers. ex Fr.) Kummer; il Crogiolo liscio, Crucibulum laeve (Bulliard) Kambly, senza valore alimentare, vedi scheda nº288; il Nido d’uccello, Cyathus olla (Batsch) ex Pers., senza valore; la Coppa striata, Cyathus striatus (Huds) ex Pers., senza valore; il Poliporo resupinto, Dichomitus campestris (Quél.) Dom. & Orl., non commestibile. Sempre sui tronchi vivono due specie parassite, non commestibili, esse sono: il Poliporo labirintiforme, Daedalea quercina L. ex Fries, vedi scheda nº198; il Poliporo labirintiforme rosseggiante, Daedaleopsis confragosa (Bolt. ex Fr.) Schroet., saprofita e parassita, non commestibile.

È la volta degli Entoloma: l’Entoloma d’aprile, Entoloma aprile (Britz.) Sacc., fungo saprofita, commestibile; l’Entoloma del lino, Entoloma byssisedum (Pers. ex Fr.) Donk, saprofita del legno marcio, non commestibile; l’Entoloma bluastro, Entoloma bloxamii (Berk & Br.) Sacc., saprofita, commestibile; l’Entoloma munito di scudo, Entoloma clypeatum (L. ex Fr.) Kumm., simbionte, commestibile; l’Entoloma a spore stellate, Entoloma conferendum (Britz.) Noordel., fungo saprofita, velenoso; l’Entoloma dal gambo verde, Entoloma incanum (Fr. ex Fr.) Hesler, simbionte, non commestibile, vedi scheda nº16; lo Stracciarolo Entoloma lividoalbum (Kühn. et Rom.) Kubicka, saprofita, commestibile con cautela; l’Entoloma di Mougeot, Entoloma mougeotii (Fries) Hesler, saprofita, senza valore alimentarer; l’Entoloma a odore di cloro, Entoloma nidorosum (Fr.) Quél., fungo simbionte, velenoso; l’Entoloma rosa lucente, Entoloma rhodopolium (Fr. ex Fr.) Kumm., fungo simbionte, velenoso; l’Entoloma di Saunders, Entoloma saundersii (Fr.) Sacc., simbionte, commestibile; il raro Entoloma scabrosum, Entoloma scabrosum (Fr.) Noordel., fungo saprofita, senza valore alimentare; l’Entoloma livido Entoloma lividum (Bull,-) Quélet, simbionte velenoso, anche mortale, vedi scheda nº179; l’Entoloma sporco, Entoloma sordidulum (Khün. & Rom.) Moser, saprofita, non commestibile.

Su legno marcio cresce la Coppa di terra emisferica, Humaria hemisphaerica (Wiggers ex Fr.) Fuckel, ascomicete non commestibile, mentre su frutti secchi cresce saprofiticamente il Calicetto dei frutti, Hymenoscyphus fructigenus (Bull. ex Merat) S. F. Gray, anch'esso piccolo ascomicete non commestibile; l'Idno Barba di Giove, Hyphodontia barba-jovis (Bull. ex Fr.) Eriksson cresce disteso su legno da saprofita ed è senza valore alimentare; su tronchi e su ceppaie vive da saprofita e da parassita il velenoso Zolfino, Hypholoma fasciculare (Huds. ex Fr.) Kumm., vedi scheda nº253 mentre il Falso chiodino rosso, Hypholoma sublateritium (Sch. ex Fr.) Quél., è un saprofita lignicolo ed è velenoso, vedi scheda nº87.

Possiamo incontrare anche: la Muffa gialla, Hyphomyces chrysospermus Tul. ascomicete che parasitizza molti boleti con una muffa prima bianca poi gialla rendendoli irriconoscibili e incommestibili; il Cuscinetto scuro, Hypoxylon fuscum (Pers. ex Fr.) Fries, ascomicete reperibile su tronchi marcescenti, senza valore alimentare. Una serie di specie del genere Inocybe cresce simbionte con le piante di questi boschi e sono da considerare tutte velenose, esse sono: l'Inocibe a spore stellate, Inocybe asterospora Quélet; la Inocibe di Bongard, Inocybe bongardii (Weinm.) Quél.; l'Inocibe bruno scura, Inocybe brunneoatra (Heim) Orton; l'Inocibe ad umbone verde, Inocybe corydalina Quél.; l'Inocibe feltrata, Inocybe gausapata Kühner; l'Inocibe di Gaillard, Inocybe gaillardi Gillet; le due Inocibi a lamelle terrose, Inocybe geophylla (Fr. ex Fr.) Kummer (vedi scheda nº333) e Inocybe geophylla var. lilacina (Pk.) Gillet; l'Inocibe arrossente, Inocybe godeyi Gillet, vedi scheda nº177; l'Inocibe incisa, Inocybe grammata Quélet; l'Inocibe rosso-verde, Inocybe haemacta Berk. & Broome; l'Inocibe a odore di mandorla amara, Inocybe hirtella Bresadola; Inocibe dei monti del Jura, Inocybe jurana Pat., vedi scheda nº105; l'Inocibe mescolata, Inocybe mixtilis (Britz.) Sacc.; l'Inocibe a cappello scabroso, Inocybe muricellata Bresadola; l'Inocibe a bulbo di rapa, Inocybe napipes Lange, vedi scheda nº298; l'Inocibe appena splendente, Inocybe nitidiuscula (Britz.) Sacc.; l'Inocibe dall'aspetto piacevole, Inocybe oblectabilis (Britz.) Saccardo; l'Inocibe di Patouillard, Inocybe patouillardii Bres.; l'Inocibe a centro scuro, Inocybe phaeodisca Kühner; l'Inocibe piccolina, Inocybe pusio Karsten; l'Inocibe con odore di pere, Inocybe pyriodora (Pers. ex Fr.) Kummer, vedi scheda nº 140; l'Inocibe striata, Inocybe rimosa (Bull. ex Fr.) Kummer, vedi scheda nº 86; l'Inocibe splendente, Inocybe splendens Heim; l'Inocibe col gambo nero, Inocybe tenebrosa Quélet.

Riprendiamo ad elencare alcuni funghi lignicoli parassiti o saproparassiti solo di latifoglie o anche di latifoglie reperiti in questi boschi che, essendo più o meno legnosi non sono commestibili: il Poliporo della corteccia, Inonotus cuticularis (Bull. ex Fr.) Karsten; il Poliporo delle querce, Inonotus dryadeus (Pers. ex Fr.) Murr.; il Poliporo ispido, Inonotus hispidus (Fr.) Karsten. Il Poliporo nitido, Junghuhnia nitida (Fr.) Ryv., vive, invece, da saprofita sui legni morti. Fra le laccarie, funghi simbionti, abbiamo: la Laccaria simile alla Laccaria verniciata, Laccaria affinis (Singer) Bon, senza valore; la Laccaria verniciata, Laccaria laccata, commestibile; la Laccaria color ametista, Laccaria amethystina (Hds.) Cooke che, come già detto, deve essere considerata velenosa perché in grado di assorbire l'arsenico dal terreno; la Laccaria dell'Ohio, Laccaria ohiensis (Mont.) Sing., senza valore; la Laccaria prossima, Laccaria proxima (Boud.) Pat., commestibile.

Vi è anche un piccolo fungo, la Coppa lanosa, Lachnella villosa (Pers. per Schw. ex Fr.), che vive saprofiticamente su legno morto, senza valore. È la volta dei lattari, tutti simbionti: il Lattario acerrimo, Lactarius acerrimus Britzelmayr, non commestibile; il Lattario a lattice giallo, Lactarius chrysorrheus Fries, velenoso, vedi scheda nº263; il Lattario con odore di cimice, Lactarius cimicarius (Batsch.) Gillet, non commestibile; il Lattaro a zone concentriche, Lactarius circellatus Fries, non commestibile; il Lattario ingannevole, Lactarius decipiens Quélet, non commestibile; il Lattario ad odore gradevole, Lactarius evosmus Kühner, non commestibile; il Lattario fuliginoso, Lactarius fuliginosus (Fr. ex Fr.) Fries, non commestibile; il Lattario giallastro, Lactarius luteolus Peck, , non commestibile; il Lattario piccante Lactarius piperatus (Scop. ex Fr.) Pers., velenoso; il Lattario di Pergameno (Galeno), Lactarius pergamenus (Swartz : Fr.) Fries, non commestibile; il Lattario dalle spore alate, Lactarius pterosporus Rom., non commestibile;il Lattario dal lattice bruciante, Lactarius pyrogalus (Bull. ex Fr.) Fries, velenoso; il Lattario quieto, Lactarius quietus (Fr. ex Fr.) Fries, non commestibile; il Lattario vellutato, Lactarius vellereus (Fries) ex Fries, non commestibile; il Lattario violaceo, Lactarius violascens (Otto ex Fr.) Fries; il Peveraccio giallo, Lactarius volemus Fries, commestibile, vedi scheda nº8; il Lattario zonato, Lactarius zonarius (Bull.) Fries, non commestibile; il Lattario zonato con il gambo a fossette, Lactarius zonarius Fr. var. scrobipes Kühn.


Nei prati e nelle radure ai margini dei boschi di latifoglie, a volte anche nell'interno degli stessi, crescono alcune grandi lepiote saprofite, commestibili, come: la Lepiota mammellonata, Macrolepiota mastoidea (Fr.) Sing., vedi scheda nº295; la Mazza di tamburo, Macrolepiota procera (Segr. ex Fr.) Sing., vedi scheda nº11; la Lepiota di Konrad, Macrolepiota konradii (Huij. ex Orton ) Moser; la Lepiota poco squamosa, Macrolepiota subsquarrosa (Locq.) Bonle, commestibile. Anche molti marasmi crescono come saprofiti graminicoli, lignicoli o sulle foglie, come: il piccolo Marasmio dei rami, Marasmiellus ramealis (Bull. ex Fr.) Singer, lignicolo, senza valore alimentare; il Marasmio cespitoso, Marasmius cohaerens (Pers. ex Fr.) Fries, su rametti marcescenti, senza valore; le Gambe secche velenose, Marasmius collinus (Scop. ex Fr.) Singer, specie graminicola, velenosa; le Gambe secche, Marasmius oreades (Bolton ex Fr.) Fr., in cerchi delle streghe, commestibile, vedi scheda nº127; il Marasmio delle foglie di quercia, Marasmius quercophilus Pouzar, senza valore; il Marasmio a piccola ruota, Marasmius rotula (Pers. ex Fr.) Fr., su rametti morti, senza valore; il Marasmio ritorto, Marasmius torquescens Quélet, sulla lettiera del bosco, senza valore; il marasmio di Winne, Marasmius wynnei Bk. et Br., su foglie cadute, senza valore; il Marasmio puzzolente, Micromphale foetidum (Sow. ex Fr.) Singer, su rametti marcescenti, senza valore alimentare ed infine anche la grande Collibia a foglie larghe, Megacollybia platyphylla (Pers. ex Fr.) Kotl. & Pouzar, saprofita su legni caduti, non commestibile. Le melanoleuche sono saprofite graminicole e sono commestibili, come la Melanoleuca color cenere, Melanoleuca cinerascens Reid; la Melanoleuca con gambo striato, Melanoleuca grammopodia (Bull. ex Fr.) Pat., la Melanoleuca comune, Melanoleuca melaleuca (Pers. ex Fr.) Murril; la Melanoleuca dal gambo cortissimo, Melanoleuca subbrevipes Metr. Il Poliporo gigante, Meripilus giganteus (Pers. ex Fr.) Karsten è una grande specie parassita e si può consumare solo se molto giovane, vedi scheda nº220. Delle morchelle si incontra soprattutto la Spugnola gialla, Morchella esculenta var. rotunda Pers., simbionte, commestibile dopo prolungata cottura, vedi scheda nº20 e la Spugnola comune, Morchella esculenta var. vulgaris Pers., simbionte anch'essa ed anch'essa commestibile dopo prolungata cottura. Seguono un'altra serie di funghi saprofiti terricoli e lignicoli dei boschi, come: il fallo canino Mutinus caninus (Huds. ex Pers.) Fr., su residui vegetali in decomposizione, non commestibile; la Micena bianca, Mycena alba (Bres.) Kühner, lignicolo, non commestibile; la Micena in onore di Giovanni Arcangeli, Mycena arcangeliana Bres., su residui legnosi, senza valore; la Micena con l'elmetto, Mycena galericulata (Scop. ex Fr.) Gray, su ceppaie marcescenti, senza valore; la Micena lattiginosa, Mycena galopus (Pers. ex Fr.) P. Kumm., su rami marcescenti, senza valore; la Micena dal piede sanguinante, Mycena haematopus (Pers. ex Fr.) Kummer, su rami marcescenti, non commestibile; la Micena inclinata, Mycena inclinata (Fr.) Quélet, lignicolo, senza valore alimentare; la Micena puzzolente, Mycena olida Bres., lignicolo, non commestibile; la Micena a filo lamellare scuro, Mycena pelianthina (Fr.) Quélet, su lettiera, velenosa; la Micena pura, Mycena pura (Pers. ex Fr.) Kummer, tra le foglie e il muschio, velenosa; la Micena di Renato, Mycena renatii Quél., su tronchi in decomposizione, non commestibile, vedi scheda nº221; la Micena corticola, Mycena meliigena (Berk. et Cke) Sacc., lignicolo, senza valore alimentare e la Micena rosa, Mycena rosea (Bull.) Gramberg, tra le foglie e il muschio velenosa; la Micena sanguinolenta, Mycena sanguinolenta (Alb. et Schw. ex Fr.) Kumm, su resti di foglie, senza valore; la Micena filiforme, Mycena vitilis (Fr.) Quélet, su cortecce e rami marcescenti, senza valore. Esiste anche un parassita patogeno come le Goccioline rosse, Nectria cinnabarina (Tode ex Fr.) Fr., ascomicete senza valore e un parassita di Russula nigricans, Nyctalis agaricoides (Fr. ex Fr. ) Bon, senza valore ed ancora il Poliporo bluastro, Oligoporus caesius (Schrad. ex Fr.) Gilbertson & Ryv., lignicolo, non commestibile ed il pericolosissimo Fungo dell'olivo, Omphalotus olearius (DC. ex Fr.) Singer, specie lignicola, che cresce alla base dei tronchi di latifoglie ed è velenosa, vedi scheda nº65. La Clitocibe del legno, Ossicaulis lignatilis (Pers. ex Fr.) Redh. & Ginns, cresce lignicola su legno di latifoglia molto degradato ed è un fungo non commestibile; l' Orecchio asinino, Otidea onotica (Pers. ex Fr.) Fuckel, ascomicete saprofita, senza valore; la Collibia badia, Oudemansiella badia (Quél.) Moser, saprofita lignicola, commestibile.

Anche in questo ambiente alcuni Paneoli, funghi saprofiti e velenosi (sindrome allucinogena), compaiono fra l’erba rada dei bordi o delle radure dei boschi, spesso su sterco, fra questi: il Paneolo oscuro, Panaeolus ater (L.ge) Kühn. & Rom; il Paneolo campanulato, Panaeolus campanulatus (L. ex Pers.) Quélet, (vedi scheda n.174), il Paneolo marezzato, Panaeolus papilionaceus (Bull. ex Fr.) Quélet, il Paneolo orlato Panaeolus sphinctrinus (Fr.) Quél., (vedi scheda n.102), il Paneolo di Ricken, Panaeolus rickenii Hora, mentre esclusivamente fra l’erba, onnipresente anche nei giardini e nei parchi cresce il cosiddetto Fungo del tosaerba, Panaeolus foenisecii (Pers. ex Fr.) Maire, (scheda n. 379). Fra i luoghi bruciati vegeta, infine, il Paneolo con goccioline, Panaeolus guttulatus Bresadola.
Il Paxillo involuto, Paxillus involutus (Batsch ex Fr.) Fries, è un saprofita sia terricolo che lignicolo ed è velenoso, (scheda n. 163). Il Panello astrigente, Panellus stipticus (Bull. ex Fr.) Karsten, cresce a gruppi su ceppi e tronchi di latifoglie e non è commestibile, perché amaro; il Paxillo involuto, Paxillus involutus (Batsch ex Fr.) Fries, è un saprofita sia terricolo che lignicolo, sia di latifoglie che di aghifoglie ed è velenoso, (scheda n.)163.
La Tazza di aceto, Helvella acetabulum (L. ex Fr.) Quélet, vegeta come saprofita, ma a volte anche simbionte sia di latifoglie che di aghifoglie ed è velenosa; la Peziza bruna, Peziza badia Pers. ex Mérat, saprofita di latifoglie e di aghifoglie è senza valore alimentare; la Peziza bruno-violacea, Peziza badioconfusa Korf., specie saprofita, vegeta soprattutto sotto latifoglie ed è senza valore alimentare; la Peziza cerea, Peziza cerea Sow. ex Mératla non è commestibile; la Peziza vescicolosa, Peziza vesiculosa Bull. ex St. Amans è saprofita su residui legnosi, paglia e sterco è anch’essa senza valore alimentare, (scheda n. 75).
Il Satirone, Phallus impudicus L. ex Pers., specie saprofita terricola, cresce in ogni ambiente del bosco ed è una specie non commestibile per l’odore fetido. Il “Fungo crosta” delle querce, Peniophora quercina (Pers.) Cooke cresce da saprofita, disteso su legno di latifoglie ed è naturalmente senza valore alimentare. Il Poliporo degli alberi da frutta, Phellinus tuberculosus (Boumg.) Niemelä, temibile parassita non è commestibile; lo Steccherino nero, Phellodon niger (Fr. ex Fr.) Karsten, saprofita dei boschi di latifoglie oltre che di conifere è anch’esso non commestibile, (scheda n. 365).
Il Boleto a lamelle, Philloporus rhodoxanthus (Schw. ex Fr.) Bres. è un simbionte commestibile, (vedi scheda n. 200); la crosta arancione, Phlebia radiata Fries, saprofita lignicola, distesa sui tronchi morti è senza valore.
La Flammula delle carbonaie, Pholiota highlandensis (Peck) Smith, si rinviene da saprofita su terreno bruciato del bosco e non è commestibile perché amaro; la Foliota gommosa, Pholiota gummosa (Lasch ex Fr.) Singer, saprofita terricolo  non è commestibile; la Foliotina di Arrhenius,  Pholiotina arrhenii (Fr.) Singer è saprofita terricola e non commestibile; il Pleuroto delle querce, Pleurotus dryinus (Pers. ex Fr.) Kummer, sapro-parassita, è commestibile ed è commestibile anche l’Orecchione, Pleurotus ostreatus (Jacq. ex Fries) Kummer.
Il Pluteo cervino, Pluteus cervinus (Sch. ex Fr.) Kummer è un commestibile scadente, (vedi scheda n. 258) mentre il Pluteo grigio-scuro, Pluteus cinereo-fuscus Lange non è commestibile; il Pluteo venato, Pluteus phlebophorus (Dittm. ex Fr.) Kumm. è un  buon commestibile. Fra i polipori saprofiti lignicoli, troviamo: il Poliporo ciliato, Polyporus arcularius Batsch ex Fries, commestibile; lo Sfogatello del nocchio, Polyporus corylinus Mauri, pure commestibile; il Poliporo squamoso, Polyporus squamosus (Huds.) Fries,  commestibile; il Poliporo baio, Polyporus badius (Pers. ex Fr.) Schw. non commestibile; il Poliporo invernale, Polyporus brumalis Pers. ex Fries e  il Poliporo squamoso, Polyporus squamosus (Huds.) Fries, ambedue  commestibili da giovani; la Pietra fungaia, Polyporus tuberaster (Jacq.) Fries, anch’essa  commestibile da giovane. Dei Plutei: il Pluteo col filo lamellare nero, Pluteus atromarginatus (Konr.) Kühner, saprofita lignicolo è commestibile; il Pluteo di Dietrich, Pluteus diettrichii Bres., saprofita su resti legnosi non è commestibile; il Pluteo con piccola apertura, Pluteus hiatulus Rom., è specie lignicola senza valore; il Pluteo dal gambo puntato, Pluteus punctipes Orton è commestibile.
Molte le Psatirelle incontrate, tutte saprofite, a volte crescono su residui di legno degradato e sono senza valore alimentari o non commestibili, quali:  la Psatirella di De Candolle, Psathyrella candolleana (Fr. ex Fr.) Maire, (scheda n. 136); la Psatirella conica, Psathyrella conopilus (Fr. ex Fr.) A. Pears. & Dennis; la Psatirella quasi nera, Psathyrella subatrata Batsch, spesso densamente cespitosa; la Psatirella gracile, Psathyrella gracilis (Fr. ex Fr.) Quélet; la Psatirella idrofila, Psathyrella hydrophila (Bull. ex Merat) Maire; la Psatirella fascicolata, Psathyrella multipedata Peck; la Psatirella ottusa Psathyrella obtusata (Fr.) A.H. Smith; la Psatirella spadicea, Psathyrella spadicea (Schaeff. ex Fr.) Singer. Solo la Psatirella lacrimante, Psathyrella lacrimabunda (Bull. ex Fr.) Moser, anch’essa cespitosa su residui legnosi o su vecchie radici in disfacimento, sia lungo i sentieri boschivi che all’interno del bosco, è specie commestibile, (scheda n. 196).

 

Incontriamo anche alcune Ditole, funghi simbionti o saprofiti, come: la Ditola rossa, Ramaria botrytis (Fries) Ricken, specie commestibile, (vedi scheda n. 26); la Ditola gialla,Ramaria flava (Schaeff.) Quélet, commestibile; la Ditola flavescente, Ramaria flavescens (Schaeff.) Petersen, commestibile; la Ditola bella, Ramaria formosa (Fries) Quélet, velenosa, (scheda n. 244); la Ditola pallida, Ramaria pallida (Schaeff. ex Schulz.) Ricken, velenosa, (scheda n. 302).

Fra le Russole, funghi simbionti, incontriamo: la Russola che odora di aceto, Russula acetolens S. Rauschert, commestibile; la Russola bianconera,  Russula albonigra Krombholz, non commestibile; la Russola amena, Russula amoena Quélet, commestibile; la Colombina dorata, Russula aurea Persoon, commestibile, (scheda n. 53); la la Russola con cicatrici, Russula cicatricata Romagnesi, senza valore; la Colombina maggiore, Russula cyanoxantha Schaeffer ex Fries, commestibile, (scheda n. 92); la Colombina maggiore gialloverde, Russula cyanoxanthavar. flavoviridis (Rom.) Sarnari, commestibile; la Russola a lamelle fitte, Russula densifolia Gillet, non commestibile; la Russola a spore gialle, Russula flavispora (Blum) ex Rommel, non commestibile; la Colombina fetida, Russula foetens Persoon ex Fries, velenosa, (scheda n. 103); la Colombina eterofilla, Russula heterophylla Fries, commestibile;  la Colombina fetida picchiettata, Russula illota Romel; la Colombina rossa dolce, Russula lepida Fries, commestibile (scheda n. 78); la Colombina lilacea, Russula lilacea Quélet, commestibile; la Russola ingiallente Russula luteotactaRea, non commestibile; la Russola macchiata, Russula maculata Quél. et Roze, non commestibile, (scheda n. 318); la Russola che odora di miele, Russula melliolens Quélet, commestibile; la Russola annerente, Russula nigricans (Bull.) Fries, velenosa, (scheda n. 295); la Russola striata, Russula pectinata Fries,non commestibile; la Russula col gambo a base arrossante, Russula pectinatoidesPeck, non commestibile; la Russola con odore di geranio, Russula pelargonia Niolle, non commestibile; la Russola falsa eruginea, Russula pseudoaeruginea (Rom.) Kuyper & Van Vuure, commestibile; la Russola falsa integra, Russula pseudointegra Arn. et Goris, non commestibile; la Russola camaleontina, Russula risigallina (Batsch) Saccardo, commestibile; la Colombina rossa e bianca, Russula rubroalba (Singer) Romagnesi, commestibile; la Colombina fetida minore, Russula subfoetens W.G. Smith; la Colombina commestibile, Russula vesca Fries, commestibile, (scheda n. 363); la Colombina dal gambo violetto, Russula violeipes Quélet, (scheda n. 143); la Colombina citrina,  Russula violeipes fo citrina (Quél.) Romagnesi, commestibile; la Colombina verde, Russula virescens Schaeffer ex Fries, commestibile, (scheda n. 36); la Colombina di Zvára, Russula zvarae Velenovsky, commestibile, (scheda n. 222).

Seguono due specie di ascomiceti: la Coppetta rossa, Sarcoscypha coccinea (Fries) Lambotte, specie parassita, senza valore alimentare, (scheda n. 69); la Coppa sporca, Sarcosphaera crassa (Santi ex Steudel) Pouzar, fungo saprofita, velenoso mortale.

Viene poi un basidiomicete: il Fungo a lamelle biforcate, Schyzophyllum commune Fr. ex Fries, saprofita lignicolo, senza valore, (scheda n. 14) ed una serie di gasteromiceti: lo Scleroderma a pelle di leopardo, Scleroderma areolatum Ehrenb, in simbiosi con varie latifoglie, ma anche saprofita, velenoso; lo Scleroderma “falso tartufo”, Scleroderma bovistaFries, saprofita, ma a volte anche simbionte, velenoso;  lo Scleroderma cipolla, Scleroderma cepa Persoon saprofita, velenoso; lo Scleroderma comune, Scleroderma citrinum Persoon, simbionte, velenoso, (scheda n. 88); lo Scleroderma  verrucoso, Scleroderma verrucosum Bull. ex Pers., simbionte, velenoso.

Ricompaiono alcuni funghi saprofiti lignicoli, come:lo Stereo del rovere, Stereum gausapatum (Fr.) Fries, saprofita lignicolo, non commestibile; lo Stereo irsuto, Stereum hirsutum(Willd. ex Fr.) Gray, parassita lignicolo, non commestibile, (scheda n. 236);  lo Stereo rugoso, Stereum rugosum (Pers. ex Fr.) Fries, saprofita lignicolo, non commestibile; il Ventaglino vellutato, Stereum subtomentosumPouzar, saprofita lignicolo, non commestibile.

Compare anche uno strano boleto, simbionte di latifoglie: il Fungo pigna, Strobilomyces strobilaceus(Scop. ex Fr.) Berk, non commestibile, (scheda n. 122).

Ancora specie saprofite lignicole e no, come: l’Agarico verderame,  Stropharia aeruginosa (Curt. ex Fr.) Quélet, saprofita su legno marcescente, sospetta, (scheda n. 6); la Strofaria aranciata,  Stropharia aurantiaca (Cooke) Imai, saprofita, non commestibile; la Strofaria celeste, Stropharia caerulea Kreisel, saprofita, non commestibile; il Poliporo multicolore, Trametes multicolor(Schaff.) Jülich, saprofita lignicolo, non commestibile; la Coda di tacchino, Trametes versicolor (L. ex Fr.) Pilát, saprofita lignicolo, non commestibile, (scheda n. 7); il Cervello giallo, Tremella mesenterica Retz. ex Fr., saprofita lignicolo di latifoglie, non commestibile, (scheda n. 314).

 Fra i Tricolomi, funghi simbionti, abbiamo: il Durello, Tricholoma acerbum (Bull. ex Fr.) Quélet, commestibile; il Tricoloma bianco, Tricholoma album (Schaeff. ex Fr.) Kummer, non commestibile, (scheda n. 208); il Tricoloma che odora di sedano, Tricholoma apium Schaeffer non commestibile; il Tricoloma argenteo, Tricholoma argyraceum (Bull. ex Fr.) Saccardo; commestibile. E ancora: il Tricoloma argentato, Tricholoma argyraceum (Bull. ex Fr.) Saccardo, commestibile; il Durello, Tricholoma acerbum (Bull.) Quèlet, non commestibile; il Tricoloma atrosquamoso, Tricholoma atrosquamosum(Chev.) Saccardo, commestibile; il Tricoloma color arancio, Tricholoma aurantium (Schaeff. ex Fr.) Ricken, non commestibile; il Tricoloma a piede rosso, Tricholoma basirubens(Bon) Riva e Bon, commestibile; il Tricoloma di Bresadola, Tricholoma bresadolanum Clémençon, velenoso; la Colombetta, Tricholoma columbetta (Fr.) Kummer, commestibile, (vedi scheda n.282); il Fungo del cavaliere, Tricholoma equestre(L. ex F.) Kummer, velenoso, (scheda n.260); il Tricoloma color topo, Tricholoma myomyces (Pers. ex Fr.) Lange, commestibile; il Tricoloma a lamelle rosseggianti, Tricholoma orirubensQuélet, commestibile, (scheda n. 111); il Falso Tricoloma bianco, Tricholoma pseudoalbum Bon, non commestibile; il Durello rosato, Tricholoma roseoacerbum Riva, non commestibile;  il Tricoloma ingiallente, Tricholoma scalpturatum (Fr.) Quélet, commestibile; il Tricoloma giallo-verde, Tricholoma sejunctum(Sow. ex Fries) Quélet; non commestibile, (scheda n. 24);  la Moretta fuligginosa, Tricholoma squarrulosum Bres., (scheda n. 235); l’Agarico zolfino, Tricholoma sulphureum(Bull. ex Fr.) Kummer, velenoso, (scheda n. 307); la Moretta grigiastra, Tricholoma triste (Scop. ex Fr.) Quélet, commestibile; il Tricoloma annerente, Tricholoma ustale (Fr. ex Fr.) Kummer, non commestibile (scheda n. 319);  il Tricoloma simile al Tricoloma annerente, Tricholoma ustaloides Romel, non commestibile.

Si possono incontrare anche delle Tubarie come: la Tubaria velata, Tubaria conspersa (Pers. ex Fr.) Fayod, la Tubaria invernale, Tubaria hiemalis Romagn. ex Bon, la Tubaria lucidissima, Tubaria pellucida Bulliard e la Tubaria grande, Tubaria praestans (Romagnesi) Moser, tutte saprofite su residui di detriti legnosi e foglie, senza valore alimentare.

Fra i Tartufi, tutti simbionti, crescono: lo Scorzone, Tuber aestivum Chatin, commestibile, (scheda n.219); la Trifola nera, Tuber brumale Vittadini, commestibile; il Durone, Tuber excavatum Vittadini, commestibile di scarso valore; la Trifola nera liscia, Tuber macrosporum Vittadini, commestibile; il Tartufo bianco pregiato, Tuber magnatum Pico, commestibile, (scheda n. 184); il Tartufo nero pregiato, Tuber melanosporum Vittadini, commestibile; il Tartufo rosso, Tuber rufum Pico ex Fries, non commestibile.

Fra le Licoperdacee c’è la Vescia larga, Vascellum pratense (Pers. ex Pers.) Kreisel, specie saprofita, commestibile da giovane.

Saprofita e simbionte si presenta la Verpa a forma di ditale, Verpa digitaliformis (Mull. ex  Fr.) Swartzer, commestibile dopo accurata cottura, (scheda n.195).

Possono rperirsi anche alcune Volvarielle, come la Volvaria maggiore, Volvariella bombycina (Pers. ex Fr.) Singer, che vive saprofita su legno in decomposizione, spesso negli incavi dei vecchi alberi ed è commestibile. La Volvaria macchiata di bluastro, Volvariaella caesiotincta Orton è specie saprofita lignicola ed è senza valore alimentare; la Volvaria glutinosa, Volvariella gloiocephala (DC. ex Fr.) Boekhout & Enderle è saprofita ed è commestibile, (scheda n. 31);  la Volvaria media, Volvariella media (Schum. ex Fr.) Singer è saprofita ed è commestibile; la Volvariella grigio topo, Volvariella murinella (Quél.) Moser, la Volvariella nana Volvariella pusilla (Pers. ex Fr.) Singer e la Volvariella di Taylor, Volvariella taylori (Berk. & Br.) Singer sono tutte saprofite e senza valore alimentare; il Fungo di muschio, Volvariella volvacea (Bull. ex Fr.) Singer, saprofita delle radure e dei prati è invece commestibile. Infine la Volvaria parassita,  Volvariella surrecta (Knapp) Singer, vive a spese di vecchi esemplari di Clitocybe nebularis (Fries) Hamaja ed è senza valore alimentare.

 

 

LA VEGETAZIONE E I FUNGHI DELLE LATIFOGLIE DI MONTAGNA

 

Oltre la fascia collinare del bosco misto, là dove il clima diviene più fresco e più umido incontriamo la fascia del Faggio e dell’Abete bianco. Queste due essenze formano boschi sia puri che misti, ma noi prenderemo in considerazione, per ora, solo le formazioni a faggete e latifoglie caducifoglie di montagna perché, da un punto di vista dei funghi, risultano più omogenee, rimandando la trattazione dell’Abete bianco al capitolo sulle conifere di montagna.                                                                                                                                                              

             

Fagus sylvatica Betula pendula

 

La pianta principale è senz’altro il Faggio, Fagus sylvatica L. che, sulle Alpi, se lasciato crescere in libertà tende ad evolvere verso le forme della foresta fino a livello di climax. Questo non si è verificato, o non si verifica sempre, perché l’uomo ha incoraggiato l’impianto e l’occupazione del Peccio, Picea excelsa (Lam.) Link, al posto di esso. Comunque le più belle faggete delle Alpi si trovano nelle regioni orientali. Il loro limite altitudinale è fra gli 800 e 1800 metri. Sulle montagne meridionali  forma spesso faggete pure, che si sono diffuse nei periodi postglaciali colonizzando tutto l’Appennino, le montagne della Sicilia, della Corsica, ma senza riuscire ad impiantarsi in quelle della Sardegna.

Altra pianta presente soprattutto sulle Alpi, in misura minore sugli Appennini, è la Betulla, Betula pendula Roth, mentre solo sulle Alpi Occidentali cresce la Betulla pelosa, Betula pubescens Ehrh. Sull’Etna cresce la Betulla dell’Etna, Betula aethnensis Rafin.

Fra gli Ontani incontriamo: sulle Alpi l’Ontano verde, Alnus viridis (Chaix) DC.; in Toscana e nel nord Italia l’Ontano bianco, Alnus incana (L.) Moench e l’Ontano napoletano, Alnus cordata (Loisel.) Desf., a Sud.

Fra gli Aceri, abbiamo l’Acero riccio, Acer platanoides L, al centro-nord e l’Acero di Lobelius a sud, mentre l’Acero montano, Acer pseudoplatanus L.è presente in tutto il territorio montano. L’Acero napoletano, Acer neapolitanum Ten è presente al centro-sud ed infine l’Acero di Montpellier, si trova in tutto il territorio  all’infuori del Piemonte. Della famiglia Leguminose: il  Maggiociondolo alpino,Laburnum alpinum (Miller) Berch. et Presl è presente sulle Alpi e in tutto l’Appennino, ma non sulle isole.

Della Famiglia Rannacee:il Ranno alpinoRhamnus alpinus L. è assente nelle regioni del nord-est, in quelle meridionali, Puglia, Lucania, Calabria e Sicilia; ilRanno spaccasassi,Rhamnus pumilus Turra è assente nelle isole, oltre che in Emilia-Romagna, Toscana e Puglia. Della Famiglia Ericacee:il Rododendro rossoRhododendron ferrugineum L. e il Mirtillo rossoVaccinium vitis-idaea L. è presente sia sulle Alpi che sull’Appennino settentrionale;  il falso Mirtillo Vaccinium uliginosum  L. è presente anche in Abruzzo;il Mirtillo neroVaccinium myrtillus L. si trova oltre che sull’Appennino abruzzese, anche  sull’Appennino centrale ed in Corsica.

Della Famiglia Sassifragacee il Ribes multifloro,Ribes multiflorum Kit, vegeta sugli Appennini centrali e meridionali, con l’esclusione della Calabria; il Ribes rosso, Ribes rubrum L., dalle Alpi scende fino all’Abruzzo, con l’esclusione del Lazio e dell’Umbria; il Ribes dei sassi,Ribes petraeum Wulfen, cresce dalle Alpi fino alla Toscana; il Ribes nero, Ribes petraeum Wulfen è presente in Valle d’Aosta, Piemonte e Trentino-Alto Adige; l’Uva spina,  Ribes uva-crispa L e il Ribes alpino, Ribes alpinum L., vive nell’Italia del nord e in quella centrale, oltre che in Abruzzo.

Della famiglia Rosacee abbiamo: il Sorbo degli uccellatori,Sorbus aucuparia L., presente in tutto il territorio, all’infuori della Sardegna, mentre il Sorbo montano, Sorbus aria (L.) Crantz., il Pero corvino,  Amelanchier ovalis Medicus, sono presenti in tutto il territorio; il Cotognastro,Cotoneaster integerrimus Medicus, manca in Umbria, Marche, Puglia e nelle Isole; il Cotognastro bianco,Cotoneaster nebrodensis (Guss.) C. Koch., manca solo nelle Marche, Corsica e Sardegna; il Lampone, Rubus idaeus L., vive in tutto il territorio nazionale; il Rovo bluastro, Rubus caesius L., manca nelle isole; la Rosa di macchia, Rosa pimpinellifolia L., cresce nelle regioni appenniniche e nelle isole; la Rosa alpina Rosa pendulina L., vive sulle Alpi e sull’Appennino fino a quello campano, mentre la Rosa villosa, Rosa villosa L., si inoltra anche sull’Appennino lucano; la Rosa italica, Rosa heckeliana Tratt. è esclusiva delle montagne della Campania, della Calabria e della Sicilia;  la Rosa paonazza,  Rosa rubrifolia Vill. è presente sulle Alpi, sull’Appennino settentrionale, in Toscana ed in Abruzzo; la Rosa montana, Rosa montana Chaix, pianta del Nord-Italia, con l’eccezione del Friuli-Venezia Giulia, dell’Abruzzo e della Sicilia. Naturalmente molte di queste piante di sottobosco sopra citate le ritroveremo anche nei boschi di conifere.

I funghi del genere Agaricus,  tutte specie saprofite, si possono incontrare più spesso nei prati, nei pascoli e nelle radure della medesima fascia e sono: il Prataiolo maggiore, Agaricus alberti Bon, (vedi scheda n. 287); il Prataiolo dei campi, Agaricus arvensis Schaeff. ex Fries, (scheda n. 267); il Prataiolo comune, Agaricus campestris Linneo ex Fries, (scheda n. 132); il Prataiolo ramato, Agaricus cupreobrunneus (Schaeff. et Steer ex  Moeller) Pilat; il Prataiolo bulboso, Agaricus essetei Bon (scheda n. 114); ilPrataiolo simile a  A. macrosporus, Agaricus macrosporoides Bohus, tutte specie commestibili.

Crescono molte Amanite, funghi simbionti, come:  la Bubbolinacolor  zafferano, Amanita crocea (Quélet) Singer; la Bubbolina  bruna,  Amanita fulva (Schaeffer) Fries, (scheda n. 170); la Bubbolina cerchiata di bruno, Amanita umbrinolutea (Secr. ex Gill.) Bataille, (scheda n. 170); la Bubbolina submembranacea, Amanita submembranacea (Bon) Gröger; la Bubbolina vaginata,  Amanita vaginata (Bull. ex Fr.) Lamoure, (scheda n. 40), tutte commestibili dopo cottura. L’Amanita massiccia,  Amanita spissa (Fr.) Kummer (scheda n. 396) è specie non commestibile, mentre due ulteriori specie, come la Tignosa verdognola,Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link,(scheda n. 25)  e l’Angelo distruttore,  Amanita virosa(Lamarck) Bertillion, (scheda n. 43) sono decisamente mortali.

Ritroviamo la Famigliola buona, Armillaria mellea (Vahl ex Fr.) Kummer, fungo parassita, commestibile previa bollitura, (scheda n. 30).

Fra i funghi coprofili si può rinvenire il Coprino anellato,Anellaria semiovata (Sow. ex Fr.) Pears. & Dennis, velenoso.

 

Fra i Boleti, funghi simbionti, ci possiamo imbattere nei Porcini, come il Porcino comune, Boletus edulis Bull. ex Fries, (scheda n. 3); il Porcino estivo, Boletus aestivalis (Poulet)  Fries, (scheda n. 84); il Porcino rosso,Boletus pinophilus Pilát & Dermek, tutti naturalmente commestibili. Nei Boleti a pori rossi troviamo facilmente il Boleto a gambo rosso, Boletus erythropus Persoon, commestibile dopo cottura, (scheda n. 142); il Boleto satanoide,  Boletus legaliae Pilát et Usak e il Boleto satana,Boletus satanas Lenz, (scheda n. 58),ambedue velenosi. I Boleti a pori gialli: il Boleto appendicolato, Boletus appendiculatus  Schaeffer, il Boleto regio, Boletus regius Krombholz, (scheda n. 187),specie commestibili e il Boleto dal bel gambo, Boletus calopus Pers. ex Fries, non commestibile, (scheda n. 240). Infine il Boleto con sapore di fiele, Tylopilus  felleus (Bull. ex Fries) Karsten, anch’esso non commestibile, (scheda n. 47). Tra i Leccini si segnalano: il Leccino annerente, Leccinum duriusculum  (Schulz.) Singer,(scheda n. 180),  il Leccino delle betulle, Leccinum molle (M. Bon) M. Bon e il Leccino scabro, Leccinum scabrum (Bull. ex Fries) S. F. Gray, tutti commestibili.

Passando ai Gasteromiceti, specie saprofite, abbiamo: la Bovista annerente, Bovista nigrescens Persoon,  la Vescia degli altopiani, Calvatia utriformis (Bull. ex Pers.) Jaap, (scheda n. 280),la Vescia riccia, Lycoperdon echinatum Pers. ex Pers., tutte commestibili da giovani, mentre lo Scleroderma a forma di cipolla, Scleroderma cepa  Persoon  ed il Fallo canino, Mutinus caninus (Huds. ex Pers.) Fries, non sono commestibili.

Fra i Cantarelli, funghi simbionti, abbiamo: il Galletto comune, Cantharellus cibarius Fries, il Galletto di Fries, Cantharellus friesii Quélet, (scheda n. 217), ilGalletto delle faggete, Cantharellus amethysteus (Quél.) Saccardo, il Galletto color salmone, Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck, la Finferla, Cantharellus lutescens (Pers. ex Fr.) Fries, tutti commestibili. Fra le Poliporacee e le Corticiacee, specie saprofite lignicole, incontriamo: il Poliporo della betulla, Piptoporus betulinus (Bull. ex Fr.) Karsten, (scheda n. 193); il Poliporo elegante, Polyporus leptocephalus (Jacq. ex Fr.) Fries; il Poliporo vario, Polyporus varius (Pers. ex Fr.) Fries; il Poliporo a gambo nero, Polyporus melanopus (Schw.) Fries; lo Stereo insigne, Stereum insignitum Quélet, tutte specie non commestibili.

Nel genere Collybia, cui appartengono specie saprofite, abbiamo le Collibie con odore di burro e cioè : Collybia butyracea (Bull. ex Fr.) Kummer eCollybia butyraceavar. asema (Fr. ex Fr.) Quélet; la Collibia fascicolata, Collybia confluens (Pers. ex Fr.) Kummer, (scheda n. 395); la Collibia distorta,  Collybia distorta (Fr.) Quélet; la Collibia  delle querce, Collybia dryophila (Bull. ex Fr.) Kummer : quest’ultima, nonostante il nome, cresce anche sotto faggi,(scheda n.192).  

Fra i Coprini, funghi saprofiti non commestibili possiamo incontrare: il Coprino domestico, Coprinus domesticus (Bolt. ex Fr.) S.F. Gray,(scheda n. 251); il Coprino micaceo, Coprinus micaceus (Bull. ex Fr.) Fries, (scheda n. 144); il Coprino candido, fungo coprofilo, Coprinus niveus (Pers. ex Fr.) Fries, (scheda n. 350);  il Coprino gazza, Coprinus picaceus (Bull. ex Fr.) S.F. Gray, (scheda n. 144); il Coprino dei tronchi, Coprinus truncorum(Scop. ex Fr.) Fries; il Coprino a peli gialli, Coprinus xanthothrix Romagnesi,(scheda n. 385).

Fra i Cortinari, funghi simbionti, abbiamo: Cortinario dalla bella pelle,Cortinarius calochrous Linneo, non commestibile; ilCortinario prestanteCortinarius praestans (Cordier) Gillet, commestibile, (scheda n. 82); il Cortinario violaceoCortinarius violaceus Linneo ex Fries, non commestibile,(scheda n. 4).

In questo tipo di boschi, capita di incontrare anche un fungo mortale come la Giromitra  orecchia d’elefante,Discina fastigiata Krombholz.

Degli Entolomi, funghi saprofiti, abbiamo: lo Stracciarolo,  Entoloma lividoalbum (Kühn. et Rom.) Kubicka, commestibile, (scheda n. 390)e l’Entoloma  grigio rosato, Entoloma rhodopolium (Fr. ex Fr.) Kummer, velenoso, (scheda n. 113).

Sui vecchi faggi troviamo numerosi Funghi dell’esca,  Fomes fomentarius (L. ex Fr.) Fries, specie sapro-parassita non commestibile (scheda n. 164); sui tronchi delle betulle il Poliporo della betulla,Piptoporus betulinus (Bull. ex Fr.) Karsten mentre sui tronchi morti o sui rametti caduti troviamo Poliporo elegante,Polyporus leptocephalus (Jacq. ex Fr.) Fries, oltre  al Poliporo a gambo nero, Polyporus melanopus (Schw.) Fries, e al Poliporo vario,Polyporus varius (Pers. ex Fr.) Fries,  anch’essi non commestibili.

Sempre sui vecchi faggi possono proliferare numerosi cespi lignicoli  diCollibia mucilagginosa,Oudemansiella mucida (Schrad. ex Fr.) Höhnel, senza valore alimentare (scheda nº300) mentre la Collibia radicata, Oudemansiella radicata (Relh. ex Fr.) Singer, checon i suoi lunghi gambi raggiunge le parti morte della pianta sepolte nel terreno, è commestibile, (scheda n. 210).

Tra gli Ebeloma, funghi simbionti, non commestibili, incontriamo  l’Ebeloma crosta di pane,  Hebeloma crustuliniforme (Bull. ex Fr.) Quélet, (scheda n. 250)e l’Ebeloma  con odore di senape, Hebeloma sinapizans (Paulet ex Fr.) Gillet,(scheda n. 29),ambedue velenosi.

Guardando bene sui tronchi possiamo osservare delle Barbe di vecchio, Hericium erinaceum (Bull. ex Fr.) Persoon, (scheda n. 54),funghi lignicoli, commestibili da giovani.

In terra, saprofiti, possiamo incontrare sia lo Steccherino dorato, Hydnum repandum L. ex Fries, (scheda n. 191), sial’Igroforo  color  avorio, Hygrophorus eburneus (Bull. ex Fr.) Fries, (scheda n. 301)che l’Igroforo dei poeti,  Hygrophorus poetarum Heim., commestibili mentre lignicoli cespitosi alla base dei tronchi si rinvengono sia la Falsa famigliola gialla,  Hypholoma fasciculare (Huds. ex Fr.) Kummer, (scheda n. 253) sia la Falsafamigliola rossastra, ambedue specie velenose, che la Famigliola del faggio,Kuehneromyces mutabilis (Schff. ex Fr.) Sing. et Smith, che invece è commestibile, (scheda n. 97).

Altre famigliole lignicole,  non commestibili, si possono trovare alla base dei tronchi e sono: la Famigliola squamata, Pholiota squarrosa (Müller ex Fr.) Kummer e la Famigliola a squame grasse, Pholiota squarroso-adiposa L.ge.

Fra le Inocibi, funghi simbionti, è facile incontrare l’Inocibe bruno scura, Inocybe fuscidula Velenovsky, l’Inocibe di Patouillard, Inocybe patouillardii Bresadola, (scheda n. 279)e l’Inocibe che odora di pera,Inocybe pyriodora (Pers. ex Fr.) Kummer, (scheda n. 140), tutte specie velenose.

Ancora, fra i funghi saprofiti, due Laccarie, commestibile di scarso valore la prima e forse velenosa la seconda e cioè: la Laccaria laccata, Laccaria laccata (Scop. ex Fr.) Cooke (scheda n. 46)e la Laccaria ametistina, Laccaria amethystina (Hds.) Cooke (scheda n. 18).

Passiamo ai Lattari, funghi simbionti, non commestibili o velenosi: il Lattario del faggio, Lactarius blennius (Otto ex Fr.) Fries (scheda n. 354),  il Lattario a lattice abbondante,Lactarius fluens Boudier, il Lattario delle betulle, Lactarius lacunarum Romagnesi, il Lattario a macchie rossastre, Lactarius rubrocinctus Fries; ilLattario con fossette, Lactarius scrobiculatus (Scop. ex Fr.) Fries (scheda n.296).

La Galerina marginata,Galerina marginata(Fr.) Khüner  è un piccolo fungo cespitoso, lignicolo,  mortale, a volte confondibile con la Famigliola del faggio (vedi sopra).

Fra i Leccini, funghi simbionti, commestibili, incontriamo: il  Leccino annerente, Leccinum duriusculum  (Schulz.) Singer (scheda n.180); il Leccino delle betulle, Leccinum molle (M. Bon) M. Bon;  il Leccino scabro, Leccinum scabrum (Bull. ex Fries) S. F. Gray.

Fra le Ramarie, funghi saprofiti generalmente terricoli, crescono: la Ramaria cavolfiore,Ramaria botrytis (Fr.) Ricken (scheda n. 26),la Ramaria flava, Ramaria flava (Schaeff.) Quélet, ambedue commestibili e la Ramaria bella, Ramaria formosa (Fries) Quélet che, nonostante il nome invitante, è velenosa (scheda n. 244).

Fra i funghi saprofiti commestibili, nelle faggete, incontriamo di nuovo l’Agarico violetto, Lepista nuda (Bull. ex Fries) Cooke (scheda n. 45); la Vescia riccia, Lycoperdon echinatum Persoon ex Persoon (scheda n. 129); la Mazza di tamburo,  Macrolepiota procera (Segr. ex Fr.) Singer (scheda n. 11) e fra i funghi saprofiti non commestibili o senza valore la Collibia a grandi lamelle,  Megacollybia platyphylla (Pers. ex Fr.) Kotl. & Pouzar; il Marasmio a forma di ruota,  Marasmius rotula (Pers. ex Fr.) Fries (scheda n. 340); il Fallo canino,  Mutinus caninus (Huds. ex Pers.) Fries (scheda n.120); la Micena con l’elmo, Mycena galericulata (Scop. ex Fr.) Gray; la Micena con margine lamellare scuro,  Mycena pelianthina (Fr.) Quélet; il Fungo dei Pirenei,Phaeolepiota aurea (Matt. ex Fr.) Maire (scheda n. 138); la Psatirella quasi nera, Psathyrella subatrata Batsch  mentre fra i funghi saprofiti velenosi abbiamo la Micena pura, Mycena pura (Pers. ex Fr.) Kummer (scheda n.155); la Micena rosa, Mycena rosea (Bull.) Gramberg; il Paxillo involuto, Paxillus involutus (Batsch ex Fr.) Fries (scheda n. 163). Delle Russole che, come sappiamo sono funghi simbionti, possiamo incontrare: la Colombina verderame, Russula aeruginea Lindblad; la Colombina anitra,  Russula anatina Rommel; la Colombina azzurra,  Russula azurea Bresadola; la Colombina dorata,Russula aurea Persoon (scheda n. 53); la Colombina a riflessi verdastri, Russula chloroides (Krombh.) Bresadola (scheda n. 61); la Colombina delicata, Russula delica Fries; la Colombina maggiore;  Russula cyanoxantha Schaeffer ex Fries; la Colombina verde,Russula heterophylla  Fries; la Colombina integra, Russula integra (L.) Fries; la Colombina gialla,  Russula lutea (Huds.) Gray; la Colombina paludosa,  Russula paludosaBritzmayr; la Colombina di Romell,  Russula romellii R. Maire;la Colombina commestibile, Russula vesca  Fries (scheda n. 363); la Colombina verdeggiante, Russula virescens Schaeffer ex Fries (scheda n. 36); la Colombina con odore di pesce, Russula xerampelina  Schaeff. ex Fr, tutte commestibili. Mentre fra quelle non commestibili, abbiamo: la Colombina cugina, Russula consobrina (Fr. ex Fr.) Fries; la Colombina ingannevole,  Russula decipiens (Sing.) Svreck; la Colombina a lamelle fitte,  Russula densifolia Gillet; la Colombina amara, Russula fellea Fries; la Colombina solare,Russula solaris  Ferdinansen & Winge; la Colombina vecchia,  Russula veternosa  Fries e, fra quelle velenose: la Colombina acre, Russula drimeia Cooke  ( = sardonia); la Russola delle betulle, Russula betularum Hora; la Colombina rossa, Russula emetica (Schaeff. ex Fr.) Persoon (scheda n.397); la Colombina puzzolente, Russula foetens Persoon ex Fries (scheda n. 103); la Colombina con odore di mandorla, Russula laurocerasi  Melzer; la Colombina di Maire; la Colombina olivacea,  Russula olivacea  (Schaeff.) Persoon.

Anche qui non è difficile incontrare ai margini dei boschi, lungo i sentieri battuti, esemplari di Scleroderma a forma di cipolla,  Scleroderma cepa  Persoon, specie micorrizica velenosa, oppure, fuoriuscenti dai trochi morti, ventaglietti più o meno riuniti di Stereo vellutato, Stereum subtomentosum Pouzar, specie lignicola non commestibile.

Altri funghi saprofiti non commestibili sono: la Strofaria squamosa, Stropharia squamosa (Pers. Fr.) Quélet e la Tubaria forforacea,  Tubaria furfuracea (Pers. ex Fr.) Gillet.

Fra i Tricolomi, funghi simbionti, non commestibili, si trova il Fungo zolfino,Tricholoma sulphureum (Bull. ex Fr.) Kummer (scheda n. 307); fra quelli velenosi possiamo individuare  il Tricoloma fibroso, Tricholoma filamentosum (Alessio) Alessio, il Tricoloma grigio-bruno, Tricholoma sciodes (Pers.) Martin e il Tricoloma vergato,Tricholoma virgatum(Fr. ex Fr.) Kummer mentre tra quelli commestibili il  Tricoloma con la base del gambo rossa,  Tricholoma basirubens (Bon) Riva et Bon, il Tricoloma colombetta, Tricholoma columbetta (Fr.) Kummer.

Frequente risulta anche un fungo simbionte come  il Boleto con sapore di fiele, Tylopilus  felleus (Bull. ex Fries) Karsten (scheda n. 47).


 

 

(Gianfranco Sperati)