Scheda n.311 - Maggio 2012 - Riferimenti n. 108
SCLERODERMA MERIDIONALE Demoulin. et Malençon 1971
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foto di G. Sperati
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Sinonimi
Volg.: Scleroderma meridionale.
Etimologia
Scleroderma = con la pelle dura (dal greco: skleròs =duro, dèrma = pelle) meridionale = per la sua distribuzione mediterranea.
Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe:  Homo-basidiomycetes, Subclasse: Gasteromycetideae, Ordine: Sclerodermatales, Famiglia: Scle-rodermataceae, Genere: Scleroderma, Specie: meridionale.
Commestibilita'
Come tutti i funghi del genere Scleroderma risulta tossico, responsabile di sindrome gastroenterica che si manifesta dopo una latenza di 1-3 tre dalla sua ingestione.
Descrizione
Si tratta di un gasteromicete raro ma di facile determinazione perché cresce sulla sabbia delle coste mediterranee e per la presenza di uno pseudo stipite di notevole lunghezza e di colora-zione giallastra. Il carpoforo è molto variabile nella forma da globoso a lobato, si può presentare in un unico esemplare o fascicolati in due o più esemplari. Il peridio misura 30-55 mm di diametro, all’inizio vagamente globoso, poi si apre in lobi abbastanza corti che disegnano una forma stellare, il peridio ha uno spessore di 2-4 mm e può essere liscio o può screpolarsi e mostrare una colorazione ocra-bruno della carne sottostante. Al taglio vira ad un colore vinoso. Lo pseudostipite può essere lungo fino a 120 mm, sempre ricco alla base di numerose ife miceliari. La colorazione esterna del carpoforo è giallo-viva poi bruno-aranciata. La gleba soda, prima bianca poi violaceo-olivastra, diviene polverosa a maturazione completa. Le spore di 9-14 micron sono globose, alveolato-aculeate. Cresce dall’inizio dell’estate nei boschi, o fuori da questi, profondamente interrato, in terreni sabbiosi, spesso con presenza di Pinus sp. ma anche di latifoglie tipiche delle dune consolidate.
Possibilita' di Scambio
È confondibile con Scleroderma polyrhizum anche se quest'ultimo risulta di notevoli dimensioni e provvisto di un peridio molto più duro e spesso.
Bibliografia
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Monografie:

Sarasini M. : Gasteromiceti epigei, A.M.B.- Fondazione Centro Studi Micologici, Vicenza, 2005, pag. 324.
(Gianfranco Sperati)